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Sanità e potere, ecco il Sistema Campania

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Così Asl e ospedali diventano bottino dei partiti della maggioranza

NAPOLI - «Lui continua a dire: "non capisco se Gigi Annunziata è nostro o di un altro"». È uno dei passaggi chiave dell´inchiesta. a parlare è Carlo Camilleri, consuocero di Clemente Mastella. «Lui» è lo stesso ministro, che peraltro conferma: «Quello l´abbiamo nominato noi». E "quello" è Luigi Annunziata, piazzato dal partito alla direzione dell´ospedale di Caserta e poi caduto in disgrazia fino a diventare bersaglio delle angherie che l´inchiesta di Santa Maria Capua Vetere mette in conto alla signora Sandra Mastella.

Va da sempre così. I manager della sanità sono nominati dalla Regioni, cioè dai partiti, che ne esigono poi fedeltà assoluta. Succede così che in Campania, all´incirca ogni sei mesi, la Giunta entri in fibrillazione perché c´è da rinnovare o cambiare qualche direttore nelle Asl o nelle aziende ospedaliere. L´ultima vicenda è di pochi giorni fa. Finiti i festeggiamenti di Capodanno si viene a sapere che nella cosiddetta seduta di fine anno la Giunta ha operato alcune nomine. Una riguardava il Policlinico della prima Università di Napoli: il direttore generale Carmine Marmo era in scadenza ma si aspettava la conferma. Niente da fare: Bassolino impone un neurologo ex Pci, Giovanni Canfora. Marmo denuncia di essere stato punito da logiche politiche. Gli danno ragione i verdi. Un consigliere di An, Enzo Rivellini, nota: «Forse non hanno gradito che abbia ridotto i primari». Finisce che qualche giorno dopo, Marmo viene ripescato dall´assessore alla sanità Angelo Montemarano, fidatissimo uomo di De Mita, con un incarico nel suo assessorato.

Non è andata così bene a Pino Petrella. Oncologo, deputato, amico stretto di Bassolino, Petrella è responsabile della sanità per i Ds in Campania nel 2005, quando la solita intercettazione lo pesca a «strigliare» il manager della Asl Napoli 2, Pierluigi Cerato, diessino anch´egli, per costringerlo a nominare fra i suoi collaboratori un uomo indicato dai Verdi. In ballo ci sarebbe la tenuta della coalizione. «Ti assumi le tue responsabilità - urla Petrella al telefono - Col partito, con noi è chiusa». Più o meno lo stesso concetto dell´uomo morto della Mastella. Fra chi opera nella sanità non è consigliabile tradire le indicazioni del partito. Petrella sarà sconfessato dallo stesso Bassolino, per lui è la fine della carriera politica in Campania, troverà spazio poi a Roma con un incarico all´ex San Gallicano

Paga pegno anche un´altra diessina dissidente. Si chiama Loretta Mussi, le è capitato di andare a dirigere l´ospedale di Benevento. Bassolino l´aveva chiamata da Roma, dove Francesco Storace l´aveva rimossa dalla direzione sanitaria del San Camillo. Anni difficili. A Benevento la chiamano un paio di volte a render conto dell´operato in Consiglio comunale, una volta le tocca una sorta di processo anche in Consiglio regionale. Alle fine del 2005 viene rimossa. «Era totale - spiegherà - la mia chiusura a richieste di tipo clientelare su primari, infermieri, impiegati, ausiliari».

Non c´è pace neanche sotto lo stesso tetto. È la primavera del 2001 quando Giacomo Di Palo getta la spugna dall´Ospedale di Salerno. Ce l´aveva mandato Bassolino sei mesi prima, in quota Sdi. Il sindaco di Salerno Enzo De Luca (Ds) l´aveva accolto come una ingerenza napoletana e definito «uno sfessato». A proposito di Sdi, sono ricorrenti le sue lamentele, vaso di coccio fra i due di ferro dei Ds e della Margherita, senza contare l´Udeur. Alla fine del 2006 passa il rinnovo di dodici incarichi. «Tecnici di valore», proclama Montemarano, ma i socialisti insoddisfatti, borbottano e minacciano crisi. Intanto fra Avellino e Salerno anche Margherita e Udeur fanno il pieno. E a Napoli il figlio di Montemarano viene eletto in Consiglio comunale, primatista assoluto di voti con oltre 7000 consensi. Nel frattempo la sanità va incontro al baratro, circa 6 milioni di disavanzo, per il quale poi sarà chiamata al piano di rientro contrattato col governo. C´è una società, la Soresa, incaricata di smaltire il debito con i fornitori. Il presidente, Michele Sandulli, risponde solo a Bassolino, fioccano le polemiche sul fallimento finanziario dell´operazione. Occorre rafforzare, ovvero controllare anche la Soresa. Si parla della nomina di un direttore generale, non prevista dallo statuto originario. Mastella chiede spazio anche qui, come rivela l´indagine. Ci fanno un pensiero anche gli uomini di Di Pietro, nella speranza di recuperare il loro Paris La Rocca, silurato tempo prima da una Asl. Alla fine passa Francesco Tancredi, diessino di origine ma gradito a De Mita.

Data: 
Venerdì, 18 January, 2008
Autore: 
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Fonte: 
REPUBBLICA.IT
Stampa e regime: 
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