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Ex assessore nella Lista Grillo Ma il gruppo di Trieste dissente: «Nessuno di noi si candiderà»

Testo: 

Alle regionali Tanfani già leghista e diniano

A volte ritornano, specie sotto elezioni. Succede a destra come a sinistra, ma questa volta è l’antipolitica ad ospitare un ex. Non mancando di sollevare dubbi e polemiche. Il movimento «Gli amici di Beppe Grillo FVG», infatti, candida Roberto Tanfani capolista nella circoscrizione di Trieste per le elezioni regionali (ma prima dovranno raccogliere le firme). Non è un nome nuovo e nemmeno giovane, anzi il cinquantenne Tanfani negli anni ’90 ha girato un po’ tutto l’arco costituzionale.
Leghista un tempo vicino alla Lpt, eletto in Consiglio regionale nel ’93 con il Carroccio, dopo poco tempo aveva salutato il partito di Bossi trovando casa nel movimento di Dini. E così a metà degli anni ’90 Tanfani si ritrovò non solo consigliere della Lista Dini-Rinnovamento Italiano ma anche assessore in una giunta, espressione del centrosinistra e guidata da Giancarlo Cruder. In tasca le deleghe all’Istruzione, alla Cultura, al Commercio e Turismo. Mica un assessorato di poco conto, ma che non gli diede molte soddisfazioni. Nella tornata elettorale del ’98, infatti, Tanfani non riuscì a farsi rieleggere. La candidatura sotto il simbolo del Centro popolare riformatore (cartello elettorale con gli eredi della Dc, Pri e Unione slovena) gli valse solo 146 preferenze.
A distanza di dieci anni Tanfani ci riprova, sposando l’antipolitica del comico genovese. Una presenza mal digerita dai grilli doc di Trieste che si dissociano dalla contesa politica.
«Il gruppo Beppe Grillo Trieste precisa di aver deciso di non partecipare alla costituzione della lista civica regionale», scrive il coordinatore Paolo Menis.
I motivi? I Grillo boys, per lo più trentenni, non fanno cenno alla candidatura di Tanfani. Ma il testo è eloquente. «I tempi ristretti e i metodi scelti per la selezione delle candidature - si legge - impediscono di portare avanti un progetto serio, dignitoso ed alternativo all’attuale modo di fare politica». E ancora: «Rimaniamo convinti che i movimenti come il nostro, nati attorno a Beppe Grillo, debbano iniziare un percorso che porti a trasformare la protesta (sacrosanta) in proposta, ma che questo non possa essere fatto senza competenza e capacità e, di più, che l’ambito d’azione iniziale debba
essere quello comunale».

Data: 
Sabato, 1 March, 2008
Autore: 
Pietro Comelli
Fonte: 
IL PICCOLO
Stampa e regime: 
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