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La disputa Scarabelli-Santarossa si allarga agli espianti di organi

Data: 
Martedì, 27 November, 2001
Testo: 

(Sa.Ca.) Alla conferenza "Ginecologia e bioetica" si è parlato anche degli espianti di organi. Presenti all'incontro tenuto dal primario del Cro di Aviano Carlo Scarabelli anche il radicale Stefano Santarossa.
«E' stato grave - ha affermato Santarossa - ciò che ha affermato Scarabelli durante la conferenza al Don Bosco. Si è dichiarato contrario alla donazione degli organi. Ha detto che con l'espianto si uccide una persona».
Presto la replica del medico del Cro. «Quando si agisce - ha spiegato - al confine tra la vita e la morte ci vuole molta prudenza. Perché la morte, come la vita è un mistero». Attenzione a fare delle semplificazioni, dunque, perché può accadere che ogni tanto, una persona possa svegliarsi. «Non tutti - ha chiarito Scarabelli - hanno la pazienza di attendere tre o quattro anni».
La conferenza potrebbe aver generato degli equivoci, delle difficoltà di comprensione? Ce lo siamo fatti spiegare dal medico, relatore al Don Bosco. «Non consiglio la negazione del trapianto - ha detto - penso che la donazione sia un dono grandissimo. Non sono perciò contrario. Chi ha donato gli organi sono eroi. Ma se la società ha bisogno di eroi deve migliorare molto per arrivare ad un minimo di civiltà».
La donazione degli organi pone alle coscienze diversi interrogativi, dai quali potrebbero scatenare ulteriori considerazioni.

Autore: 
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Pordenone
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