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COL PD, MA RESTO RADICALE: INTERVISTA AD EMMA BONINO

Testo: 

GAY.tv intervista il ministro Bonino. Gli obiettivi dei Radicali nel Pd, la convivenza con i cattolici, le battaglie LGBT.

Gli obiettivi dei Radicali nel Pd, la rottura con i Socialisti e la fine dell'esperienza della Rosa nel Pugno, la priorità dei temi economici e del lavoro, le battaglie LGBT, i temi etici e la possibilità di mediare: GAY.tv intervista Emma Bonino, ministro per il Commercio con l'Estero e candidata Radicale nelle liste del Partito Democratico.

Ministro Bonino, la decisione di essere dentro il Partito Democratico ha degli obiettivi a breve, medio o lungo termine e quali?

"Noi avevamo proposto altro, cioè la Lista Bonino per Walter Veltroni Premier, esattamente come è stato fatto con Di Pietro. Ci è stato invece proposto, come tutti sanno, di candidare me ed alcuni altri radicali nelle liste del Pd, scelta che in definitiva, come forza politica, abbiamo accettato e che è cosa diversa dall'essere "dentro" il Pd. Tutto ciò premesso, questo non significa né che siamo dei clandestini a bordo né che intendiamo omologarci ad ogni costo. All'interno dei futuri gruppi parlamentari Pd alla Camera e al Senato, e nel rispetto del programma che abbiamo sottoscritto pur non avendo partecipato alla sua redazione, terremo alte le nostre bandiere di sempre: diritti civili, diritti umani, libertà economiche, giustizia giusta, politica estera volta alla promozione della democrazia..."

Come mai non si è scelto di proseguire il progetto de La Rosa nel Pugno con i Socialisti, che sembrerebbe avere persino più senso politico ora, dato lo scenario attuale rispetto a quello del 2006?

"La domanda andrebbe rivolta a loro. Hanno fatto la scelta di rifondare il nuovo Partito Socialista estraniandosi da quel progetto che era stata la vera novità politica del 2006 e poteva esserlo ancora di più oggi. "

Ci sono temi specifici su cui i Radicali si impegnano a far pesare la propria presenza nel PD nel corso della prossima legislatura? Parteciperete anche da dentro alla vita del Partito Democratico? Molti, lesbiche e gay, si aspettano soprattutto questo: la trincea 'dentro' il Partito Democratico, considerando che difficilmente si vinceranno queste elezioni.

"Credo che i temi di grande priorità politica saranno inevitabilmente quelli economici e quelli delle riforme istituzionali. Temi sui quali ovviamente saremo impegnati, a cominciare dalle liberalizzazioni, una battaglia difficile con la maggioranza uscente, che si presenta quasi impossibile con quella presumibilmente entrante, ma che è fondamentale per dare ossigeno al nostro paese. Sulla riforma elettorale da decenni proponiamo il sistema uninominale all'inglese con la maggior parte degli italiani dalla nostra parte; nonostante questo la proposta non viene neanche presa in considerazione, e si torna a parlare delle preferenze come di una grande conquista. Per quanto riguarda il rapporto con il Pd, il nostro impegno si limita ad un'alleanza di programma e all'adesione al gruppo parlamentare, dove staremo in maniera leale e costruttiva ma mantenendo ovviamente la nostra identità. La comunità lgbt sa bene che continueremo a batterci sui temi dei diritti umani e civili come abbiamo sempre fatto. Dovrei forse qui ricordare che i radicali, sin dal 1971, aprirono le porte delle loro sedi in tutta Italia al Fuori, il primo movimento gay italiano?"

Le chiedo di difendersi dalla seguente accusa. Avendo fatto l'accordo con il PD, non avete la forza di imporre i temi etici che Veltroni e Berlusconi hanno deciso di tenere fuori dalla campagna elettorale. È inquietante che i due maggiori partiti sorvolino di comune accordo la discussione programmatica su punti nevralgici del mondo contemporaneo. Ancora più sconcertante l'idea che i Radicali glielo lascino fare e anzi partecipino.

"Sui temi etici, tutti – o per lo meno coloro che riusciamo a raggiungere - sanno come la pensiamo e non ci è stata chiesta alcuna abiura da parte di nessuno. Tutti sanno che in Italia molte delle scelte politiche sono influenzate dalla presenza del Vaticano. Ma non esiste solo la componente cattolica all'interno del Pd, c'è anche chi pensa che sia urgente fare leggi di tutela e di garanzia per chi non ha diritti, come ad esempio quelle sulle Unioni civili che il nostro Governo aveva anche proposto, ad opera delle colleghe Bindi e Pollastrini, seppur in una versione molto "leggera". Noi siamo impegnati da sempre su questo e non cambieremo certo idea oggi; insomma non credo proprio che questo sia il problema. Semmai il nostro tentativo è di fare proposte migliorative e come sempre promuoveremo idee e azioni anche nella prossima Legislatura, magari cercando di superare alcuni steccati che finora hanno paralizzato su questi temi il nostro Parlamento."

Sui temi economici non sembra che il PD, pur essendosi smarcato dalla sinistra radicale, abbia il coraggio di fare scelte veramente liberali continuando a preferire un irrigidimento del mercato del lavoro lontanissimo dalla Spagna di Zapatero. Le proposte quali il salario minimo sono considerate da tutti gli economisti un boomerang in quanto limitano e distorcono la concorrenza vera e finiscono per danneggiare proprio le fasce più basse di reddito. La candidatura di Ichino è solo di facciata? Si torna all'appiattimento sindacale e a penalizzare la flessibilità?

"In questi venti mesi di Governo Prodi, sui temi economici, ci sono state molte azioni coraggiose, certamente maggiori di quelle 'liberiste' dei cinque anni del precedente Governo Berlusconi, basti pensare alle lenzuolate di Bersani o al ddl Lanzilotta sui servizi pubblici locali. Purtroppo, gran parte dei provvedimenti si sono arenati in Parlamento e certamente non per colpa del Governo. Bisogna prendere atto che ci sono ancora delle forti resistenze - nelle corporazioni, nei partiti e nei sindacati - che impediscono riforme di medio e lungo respiro. Anziché valorizzare il mercato, e quindi anche l'occupazione, si cercano accordi antieconomici per soddisfare, nell'immediato, apparati considerati spesso unici interlocutori. Sul salario minimo garantito occorre studiare bene la questione perché in Italia abbiamo i salari più bassi d'Europa, le tasse più alte mentre i salari dovrebbero essere agganciati alla produttività. Credo che i sindacati dovrebbero fare uno sforzo per rinnovarsi e superare quest'abitudine di guardare al futuro attraverso il retrovisore. La candidatura di Ichino nelle liste del PD ad esempio non mi pare sia di facciata, credo sia un tentativo di valorizzazione delle sue proposte, vedremo se si riuscirà a farne tesoro."

La Bindi e i cattolici del PD definiscono il programma PD sui temi etici come "svincolante", nel senso che si fa al massimo quello e non di più, ma nel senso che si potrebbe anche non fare nulla. Nello specifico rispetto alle unioni di fatto si parla di riconoscimenti dei diritti individuali a persone facenti parte di unioni di fatto, senza quindi un riconoscimento pubblicistico del soggetto 'coppia', che resta
rerogativa del matrimonio. Per i Radicali il programma è vincolante nel senso che si farà almeno quello? Niente di più?

"Come ho già detto cercheremo di migliorare le diverse proposte e il nostro impegno su questo fronte lo conoscono tutti. Non credo sia utile a nessuno sentirsi vincolati o svincolati a questa o quella proposta. Nel programma c'è una menzione specifica su questo e faremo di tutto per migliorarlo. Si tratta di fare del nostro meglio per regolamentare situazioni di convivenza oggi non riconosciute. Teniamo poi anche conto che se una legge su questo tema va fatta occorre anche mediare perché per fare certe leggi occorrono anche i voti di chi magari non la pensa esattamente come me."

Ipotizzando una vittoria di stretta misura del PD o del PDL, lei sarebbe favorevole ad un accordo per un soggetto bicamerale che metta mano alle riforme dello stato (legge elettorale, Senato della Repubblica, federalismo) o preferirebbe che fosse un governissimo a farle?

"Mi piacerebbe che si rispettassero di più le decisioni degli italiani espresse in più occasioni anche in appuntamenti referendari da noi proposti. Il problema è che ad ogni legislatura si cambia qualcosa, spesso violando la volontà popolare, con il risultato che è sotto gli occhi di tutti. Occorre avere il coraggio di cambiare con una grande Riforma elettorale, mi auguro che la scelta sia fatta sul sistema elettorale all'inglese, o almeno quello a doppio "alla francese" contenuto nel programma del Pd, e che per il sistema istituzionale si lavori per limitare i costi della politica con i fatti e non con le parole. Anche qui i radicali hanno da insegnare e proporre qualcosa di concreto."

Grandi movimenti al centro, il Vaticano è praticamente sceso in politica con Casini, mancano solamente i vescovi nelle liste. Forse un accordo Berlusconi Veltroni potrebbe scongiurare uno scenario inquietante che vedrebbe Casini bloccare qualsiasi riforma non gradita alla Cei ed Oltretevere. Cosa ne pensa?

"Spero che qualsiasi scenario si delinei, si affermi una visione laica, liberale e tollerante, che tenga conto delle diverse sensibilità politiche e sociali degli italiani."

Questa vicenda dello sputtanamento degli evasori fiscali è una cosa vergognosa. In Italia si pagano delle tasse inaudite, evaderle è certamente sbagliato, ma che si crei un clima di linciaggio mediatico verso chi viene 'beccato' in un paese che secondo alcune stime ha il 30% del PIL sommerso è agghiacciante. Come pensa che si possa evitare questo linciaggio mediatico senza toccare ovviamente la libertà di stampa?

"La vicenda dei capitali all'estero va perseguita se si viola la legge ma se la legge è ambigua e l'evasione non è dimostrata ingigantire questi fatti, anche mediaticamente, non aiuta. Semmai miglioriamo la legge con regole certe e chiare. Le stime del 30% di Pil sommerso sono, purtroppo, verosimili. Occorre proseguire il lavoro del Governo Prodi che è partito con il piede giusto combattendo con rigore e serietà l'evasione fiscale. Mi auguro che gli elettori apprezzino gli sforzi che sono stati messi in campo."

giuliano.federico@gay.tv

Data: 
Mercoledì, 2 April, 2008
Autore: 
Giuliano Federico
Fonte: 
GAY.tv
Stampa e regime: 
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