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Padovese: «La Chiesa è contraria.Si priva la persona della dignità»

Testo: 

Anche se applicata a scopo terapeutico, l'annuncio della clonazione di un embrione umano ha destato nel mondo sia cattolico che scientifico alcune perplessità. Vediamo, insieme a don Luciano Padovese, quali.
Perché la Chiesa dice no alla clonazione?
«Non dice no soltanto la Chiesa. Si dice di no alla sostituzione di una cellula con un altro nucleo. Se ci riferiamo a sperimentazioni su piante o animali è un conto, ma quando ci si rivolge all'uomo gli si toglie una dignità».
Pensa che non sia utile produrre in laboratorio organi che servono per i trapianti? «Penso che si possa procedere per altre strade, attraverso le cellule staminali tolte dal cordone ombelicale, dalla placenta, dal midollo spinale».
E' inumano clonare l'uomo?
«Secondo me sì. Significa rendere seriale la vita di un uomo. Non seguire la strada della natura credo sia innaturale e, dunque, pericoloso. Applicare i principi della clonazione per strumentalizzare l'embrione umano a mio avviso è immorale».
Dove si potrebbe arrivare?
«Si potrebbero costituire tanti piccoli Hitler come ha raccontato un film, produrre uomini con caratteristiche particolari per perseguire un progetto. Che senso ha fare tanti uomini tutti uguali?»
Provi a spiegarlo.
«E' un laboratorio lanciato da società con l'obiettivo del business, cioè la commercializzazione di cellule che verrebbero applicate alla terapia ma per scopi di lucro. Non sono finalità di libertà».
Quale limite si dovrebbe porre la scienza?
«Distinguerei scienza da tecnica. La ricerca della scienza è verità. L'applicazione di certe scoperte può essere pericoloso. Ad esempio l'energia atomica non voleva dire bomba atomica, inesorabilmente la ricerca è stata orientata alla distruzione».
S.C.

Data: 
Martedì, 27 November, 2001
Autore: 
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Pordenone
Stampa e regime: 
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