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Puiatti: non si può essere allo stesso tempo contro aborto e contraccezione. «Eccomi, sono tra i “colpevoli”»

Testo: 

IO SONO CONTRO

«Mi fa piacere che qualcuno voglia pregare per me. Sono tra quelli, gravemente colpevoli, che hanno fatto approvare la legge 194». Mario Puiatti, radicale all’epoca della norma sull’aborto, uno dei promotori della raccolta di firme per depenalizzare l’interruzione volontaria di gravidanza, non si scompone e usa il sarcasmo. «Sono orgoglioso di aver permesso a migliaia di donne di abortire – dice -. Non mi stupisce affatto un’iniziativa di questo tipo, tutte le religioni sono integraliste perché perseguono un credo. Casomai sono stupito che la stampa dia spazio a iniziative di questo tipo». Quanto ai cattolici integralisti, «sono liberi di celebrare tutte le messe che vogliono, basta che non pretendano che lo Stato faccia una legge che rispecchi il loro pensiero. Lo Stato fino a prova contraria è laico». Puiatti ricorda anche che la legge sull’aborto «fu un compromesso per evitare il referendum. I radicali raccolsero oltre un milione di firme per eliminare le conseguenze penali dell’aborto. Se si fosse arrivati a un referendum la volontà di sopprimere le norme che vietavano l’interruzione volontaria di gravidanza sarebbe stata netta. Con la legge si contennero quelli che per molti erano “i danni”». Puiatti, responsabile dell’ Aied di Pordenone, è tra quanti si impegnano «ogni giorno per prevenire le interruzioni di gravidanza. Va detto chiaramente che non si può essere contrari all’aborto e allo stesso tempo alla contraccezione. Chi resta contrario ai metodi contraccettivi, e mi riferisco ai vertici della Chiesa, è per me responsabile degli aborti».

Data: 
Giovedì, 22 May, 2008
Autore: 
(m.m.)
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Pordenone
Stampa e regime: 
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