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Il vescovo stoppa la messa anti-aborti

Data: 
Giovedì, 22 May, 2008
Testo: 

Colpo di scena in diocesi. Celebrazione cancellata perchè troppo vicina a quella del Corpus Domini in duomo. La reazione: «Come fedeli, obbediamo»

Era stata fissata per oggi alle 19 alla Santissima dall’associazione “Una voce” per la salvaguardia dei riti latini gregoriani

Si voleva «implorare la misericordia sui firmatari della legge 194», a 30 anni dall’approvazione

Una messa «in riparazione alla legge 194» annunciata e poi annullata. E’ intervenuta direttamente la Curia per spegnere sul nascere una polemica che, ieri, stava montando di ora in ora. Al mattino l’annuncio di “Una voce”, associazione di Pordenone per la salvaguardia della liturgia latino-gregoriana: in occasione del Corpus Domini, «messa cantata nella chiesa della Santissima Trinità» e, «siccome la festa non gode più degli onori civili, la celebrazione avrà inizio alle 19 invece che alle 18». Le intenzioni «saranno applicate in riparazione alla legge 194 nella ricorrenza della sua approvazione». La messa «sarà offerta per implorare la misericordia di Dio su quanti portano la grave responsabilità dell’approvazione di una legge iniqua e su quanti hanno chiesto, praticato e collaborato nella pratica dell’aborto procurato, non consentendo di vedere la luce a migliaia e migliaia di esseri umani che sono stati, così, privati anche del sacramento del Battesimo».
Nel pomeriggio la prima precisazione, quella del parroco del duomo San Marco, monsignor Otello Quaia, che ha giurisdizione anche nella vicina chiesa della Santissima: «A me non è stato comunicato nulla». La parrocchia, in sostanza, ha concesso il permesso di celebrare la messa in latino ante concilio di Trento soltanto la domenica.
In serata il clamoroso stop: la messa prevista per oggi (che doveva essere celebrata da monsignor Ferruccio Sutto) non ci sarà. Cancellata. Perché, quasi alla stessa ora, il vescovo, monsignor Ovidio Poletto, presiede la celebrazione con successiva processione del Corpus Domini per tutta la città, nella concattedrale. Difficile però non leggere nella decisione della Curia una volontà di stemperare possibili polemiche su un tema, quello dell’aborto, molto delicato. «La messa era stata chiesta in riparazione – ha spiegato Giordano Brunettin dell’associazione Una Voce – ma in serata sono arrivate disposizioni di non celebrarla. Credo perché un’ora e mezza dopo ci sarebbe stata quella del vescovo in concattedrale. Noi come fedeli obbediamo al vescovo, anche se l’intenzione della messa era stata comunicata. Ma se questa proibizione dev’essere intesa come una limitazione del motu proprio del Papa, non ci trova d’accordo». E se fosse stata cancellata per l’intenzione riparatrice? «Non lo so, chiedetelo a chi ha emanato questa disposizione. L’intenzione noi la condividiamo in pieno e aderiamo spiritualmente a questa iniziativa».

Autore: 
ENRI LISETTO
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Pordenone
Stampa e regime: 
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