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Tokyo Rose

Data: 
Domenica, 8 June, 2008
Testo: 

C’è chi non si rassegna. Come Emma Bonino, che dice chiaro e fuori dai denti e con un po’ di maleducazione quello che pensa dello storico momento politico che il Paese sta attraversando, tra benedizioni papali, atti di sottomissione dello Stato alla Chiesa da alto medioevo (anche per esasperata, simbolica teatralità). Una Repubblica laica e indipendente che va in Vaticano rappresentata da un Gentiluomo vaticano, il sottosegretario Gianni Letta (e pensare che Filippo Facci era giunto a scrivere su Il Giornale che Fiamma Nirenstein, vice presidente della commissione Esteri della Camera, Pdl, non può parlare a nome dell’Italia sulla questione di Israele perché è ebrea) e un bel pacchetto di atti crudeli, inventati, costosi e inutili, quasi tutti contro i rom, certo più legati di Bossi e Borghezio alle radici cristiane d’Europa.

Ma ecco perché Emma Bonino è stata così duramente redarguita e rimessa al suo posto dall’editorialista del Giornale Giancarlo Perna. Perché si era permessa, da persona politica di una certa esperienza, di anticipare e interpretare le ragioni della «gioia» del Papa. Si ricorderà che parlando ai vescovi italiani, il Pontefice aveva lodato la nuova armonia (traduzione: la mancanza di confronto democratico tra opposti punti di vista di governo e minoranza) nella vita pubblica italiana. Parlare di «gioia» per l’Italia dopo la caccia ai rom di Ponticelli e prima della caccia ai rom di Venezia, «è un po’ patetico» come dice, commentando le parole del Papa, la Bonino. È vero che l’ex ministro di Prodi («La persona con cui lavoro meglio» aveva detto il professore mentre lei portava a casa, di mese in mese, risultati sempre migliori, e ormai sfumati, nel commercio con l’estero) intendeva soprattutto anticipare il senso profetico di quelle parole. In pochi giorni, il capo della Chiesa e dello Stato Vaticano avrebbe ricevuto il baciamano di sottomissione completa della Repubblica italiana, e la garanzia dei dovuti versamenti per le scuole private cattoliche.

Ma la Bonino avrebbe dovuto sapere che in questa Italia del pensiero liberale (che copre tutta l’area di consenso dalla corporazione Malpensa alla corporazione tassisti) certe cose, se riguardano il Papa, non si possono dire. O meglio si possono dire solo lodi ed esaltazioni, meglio se esagerate, come fanno, scaltri, tutti i telegiornali. Annunciano, con il tono di voce dei “Giornali Luce” di un tempo, che «è durato un’ora e mezzo l’incontro di Berlusconi con il Santo Padre». L’ora e mezza, record di tutti gli incontri mai avvenuti fra un rappresentante politico e il rappresentante di Dio, si raggiunge sommando l’incontro Berlusconi-Papa più l’incontro Berlusconi-Cardinal Bertone, più l’offerta di diamanti e pietre preziose (imbarazzante, no?) in nome della sottomessa e pacificata tribù italiana al re della Chiesa. Più i complimenti al “giovane” Gentiluomo vaticano in veste di sottosegretario italiano, più il tempo che c’è voluto a Berlusconi per aggiustare la giacca del capo del protocollo di Palazzo Chigi, a quanto pare troppo abbottonato.

La disgraziata Bonino, invece, ha parlato di “questua”, e la parola le viene buttata addosso come olio bollente, con una evidente nostalgia di celebrare la gioia papale alla Giordano Bruno.

Non c’è bisogno di essere credenti, basta essere militanti del nuovo ordine, per dare alla peccatrice radicale ciò che le spetta, e che spetta ai suoi compagni radicali di malefatte. Quali malefatte? Darsi da fare per essere eletti, se non hai santi in paradiso, se non hai in terra una mano invisibile che vede, provvede e - al momento giusto - concede. In quei casi sfortunati devi cercare fondi e sostegni alla luce del sole, devi chiederli ai cittadini e agli alleati. Ma qui cade l’asino. La logica dell’accusatore del foglio liberale Il Giornale, organo del Popolo della libertà, è implacabile: come osa una mendicante rimproverare al Papa la nobile questua con cui la Chiesa chiede allo Stato di pagare le scuole cattoliche?

«Sarà l’effetto dei 60 anni che la biondina di Bra ha appena compiuto» osserva l’articolista con delicatezza. Il suo fa parte del gruppo di giornali disposti a qualunque vendetta e ritorsione (per non parlare delle aggressioni preventive) contro chiunque osi accennare, anche per sbaglio o per equivoco, ai tratti fisici dei campioni di destra. Vorremmo ricordare (insieme a molte volonterose istituzioni religiose) che oggi - mentre scriviamo dall’Italia di Bossi-Borghezio-Calderoli-Castelli-Maroni - si celebra nel mondo “La giornata del rifugiato”. Proprio oggi (scrivo il sabato 7 giugno) dieci di quei rifugiati sono stati trovati cadaveri in mezzo al Mediterraneo da un peschereccio italiano che - in violazione della futura legge Maroni - ha soccorso i sopravvissuti, tra cui donne e bambini. Li hanno salvati con l’espediente delle gabbie del tonno (si cala la gabbia in mare e si tenta di prendere i corpi) per poi consegnarli a quel tipo di casa-albergo detto Cpt. Le cose vanno in questo modo: o finisci in fondo al mare o vieni salvato, trattato da clandestino e rispedito alla fame e alla minaccia di morte da cui speravi di fuggire in nome del tuo diritto di essere umano.

Sul senso di questa giornata ci illumina il Capo di stato maggiore della Difesa generale Vincenzo Camporini: «Gli aerei senza pilota “Predator”, impiegati anche in Afghanistan, sarebbero sicuramente un modo molto economico per pattugliare i mari e impedire lo sbarco dei clandestini» ha detto il capo dell’esercito italiano durante l’esercitazione aereo-navale italo-maltese “Canale 2008”.

«Ben venga il Predator se è un mezzo per risolvere a fondo il problema» ha commentato il sottosegretario alla Difesa Giuseppe Cossiga (Corriere della Sera, 7 giugno). La parola «a fondo» non è mai stata più appropriata per celebrare la festa italiana del rifugiato.

***

Resta la domanda, e anzi si ripropone con forza specialmente se, come sostiene l’organo del liberalismo italiano, ha torto la Bonino che, a causa dell’età, comincia a straparlare benché sia di un decennio e mezzo più giovane del giovane presidente del Consiglio. Che cosa ha il Papa di cui “gioire” nell’Italia più cattiva, punitiva, carceraria, ingegnosamente attiva in ogni aspetto e modo di perseguitare chiunque sia colto in condizioni di inferiorità e debolezza? Che cosa avrà da far festa il Papa in un’Italia che si sarà forse ingessata in certe sue funzioni politiche (come quella di dire no) ma si spezza sulla decenza, sulla tolleranza, sulla tradizione di civiltà, sul rispetto degli esseri umani. E scatena in piena guerra di camorra e in piena tempesta economica (il petrolio a 140 dollari al barile, un’impennata di dieci dollari in un solo giorno) una guerra dello Stato e della forza dello Stato contro tutti i deboli? Le vittime scelte e designate per i pogrom di Stato sono gli immigrati, da considerare tutti sospetti. Sono gli zingari, da definire tutti e pubblicamente “ladri di bambini”, persino se non è mai (mai) accaduto. Sono i clandestini, da associare alla peggiore delinquenza o alla sicura intenzione di delinquere (”vengono qui per commettere reati”), sono le prostitute, immediatamente definite “criminali”, evidentemente capaci di generare, malevolmente e da sole, l’alto patrocinio dei padri di famiglia italiani, compresa una massiccia parte di Popolo della libertà e di leghisti (per naturali, non confutabili ragioni statistiche) che affollano certe strade italiane.

La fantasia dei persecutori (per capire suggerisco di ascoltare una o due frasi di Borghezio, poi tradotte in italiano dal ministro dell’Interno Maroni, che si finge normale ma è il braccio armato di sentimenti di rivincita e di vendetta che si stanno appena rivelando) però non si placa tanto presto. Geniale l’idea di sequestrare le case affittate ai clandestini, trovata intelligente e crudele per buttare preventivamente sulla strada, con bambini e stracci, gente che lavora e che finora ha pagato cifre oltraggiose per alloggi troppo disumani anche per un film. Ma adesso il passaparola febbrile fa scattare i comportamenti da Ku Klux Klan prima che sia iniziata la discussione di ciascuna delle vergognose leggi di cui stiamo parlando. I padroni di catapecchie le svuotano subito, prima che passi la polizia e senza distinguere. Lo Stato ci sta dicendo che sono tutti feccia. A Roma la polizia si presenta nelle portinerie, rispondendo a soffiate. A Milano si fanno rastrellamenti sui tram finora vietati dalla Costituzione. Qualunque cliente stradale - tra cui ottimi padri di famiglia - si sentirà in diritto di abusare in tutti i modi, psicologici e fisici, di una prostituta. «Che lo vada a dire alla polizia». Intanto i “blitz”, bella parola militare che fa irruzione nelle notti di gente stanca di povertà e di lavoro, si ripetono in tutti i campi nomadi, Forze dell’ordine e volontari, tanto non c’è nessuna norma da rispettare. Tutto sta avvenendo mentre il “pacchetto sicurezza” è stato molto annunciato, ma nulla di esso è stato finora discusso nel luogo chiamato Parlamento.

I vescovi hanno già fatto sapere che su alcune di queste ignobili norme persecutorie non sono d’accordo. Ma l’Italia dell’asse Gentilini-Maroni-Berlusconi farà finta di niente. Dopotutto i clandestini non sono embrioni, le prostitute, nonostante il Vangelo, non c’entrano con la sacralità della famiglia, gli immigrati si adattino a venire in Italia rispettando i “flussi” (che non esistono). Se non li rispettano, sono prede libere, come in certi allucinanti giochi di delirio sul futuro.

Vorrei ricordare ai miei colleghi dell’opposizione l’esemplare storia di Tokyo Rose. Era una bella voce di donna, apparentemente americana, con lieve e gentile accento del Sud, che la propaganda giapponese ha usato con straordinario successo per fermare o rallentare l’avanzata - e persino la resistenza e la tenuta psicologica - dei soldati americani, inglesi, australiani, nascosti nelle paludi o impantanati nelle trincee in attesa di attaccare. La voce di Tokyo Rose, che ascoltavano da migliaia di altoparlanti per decine di chilometri, ricordava ai ragazzi yankee accampati in una giungla estranea, migliaia di miglia lontani da casa, come è dolce la vita, come è quieta e tranquilla se non insisti nel far la guerra ai giapponesi. Sosteneva che c’è tanto da condividere se si smette di combattere, sussurrava di donne, belle come era bella quella voce, che li aspettavano. I libri di storia americani ricordano Tokyo Rose come il più grande tentativo di guerra psicologica. Centinaia di soldati alleati hanno disertato per scomparire dall’altra parte della giungla. I giapponesi volevano soldati-ombra. Per fortuna solo pochi sono caduti nella trappola.

furiocolombo@unita.it

Autore: 
Furio Colombo
Fonte: 
L'UNITA'
Stampa e regime: 
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Commenti

Se al buon Furio non va bene questo governo è libero di alzare i tacchi e andare a dire le sue idiozie altrove.
Tanto, da buon elettore medio del PD, i soldi ce li ha.
E poi, da laici, è meglio l'Italia di oggi, che si genuflette davanti al Papa, o l'Italia di poco tempo fa, che si genufletteva alla Chiesa del PCI e suoi derivati? Invece di abbandonarci al "laicofascismo" e insultare una Chiesa che ha fatto per gli ultimi tantissimo di più di quello che hanno fatto rossi e laici (dobbiamo riconoscerlo) mettiamoci una mano sulla coscienza e ripartiamo da Cavour, che inventò uno Stato laico nel rispetto di tutte le religioni. Gli insulti dei laicofascisti possono solo incoraggiare le fascie più retrive del cattolicesimo, come sta accadendo oggi.

A mio modesto parere i laico-fascisti stanno ben radicati in quella sinistra che si definisce, non sempre a ragione, laica, liberista e libertaria, radicali inclusi.
Anche perchè penso e credo che un conto è l'antipatia profonda, che tra l'altro nutro pure io, che uno provare per papa Ratzinger altra cosa è invece criticare aprioristicamente sempre e comunque qualunque cosa faccia la Chiesa perchè in questo caso almeno io non ci sto, perchè essa, come giustamente diceva D'Anzul, per gli ultimi, per i deboli, per i sofferenti ha fatto, e fa tutt'ora, tantissimo e quindi, per favore, ripeto e ribadisco, non confondiamo le cose buttando via l'acqua sporca e il bambino sano invitando tutti quanti, me incluso, nel fare critiche, osservazioni e battaglie anche dure su tematiche specifiche evitando di fare di tutta un erba un fascio come qualcuno, anche dentro RI, vorrebbe tanto fare, i nomi? Se mi conoscete li sapete già, non occorre che li ripeta per la 120ma volta, o no?

Daniele

Scusa Giuseppe, ma non ho capito cosa intendi per "laicofascismo" e chi sono i suoi "seguaci". Ma soprattutto non ho capito se condividi le osservazioni fatte da Emma.

E' laicofascista chi sostiene che la Chiesa (solo la Chiesa: non mi pare di aver visto nessun "laicofascista" prendersela con altre religioni) sia un male assoluto, che tutto ciò che fa e farà e che dice e dirà è sbagliato, che sia legittimo insultarla a prescindere e ed allearsi con tutto ciò che è diverso da lei, fossero anche mali peggiori (integralismo islamico, terrorismo, comunismo).
I "seguaci" sono quasi tutti nell'estrema sinistra, ma purtroppo vedo che il virus ha colpito - specialmente dal referendum sulla procreazione assistita e dalla nascita della Rosa nel Pugno - anche parecchi dei nostri.
Le origini storiche vanno ricercate in parte nel fanatico giacobinismo in cui degenerò la Rivoluzione francese (Robespierre), in parte nel comunismo.
Al laicofascismo va contrapposta la democrazia liberale, che dice: la Chiesa guidi le coscienze dei suoi credenti e venga difesa in assoluto la libertà di religione; se sconfina in ambiti non suoi, venga combattuta. Ma solo se sconfina in ambiti non suoi. E basta insulti.

Che i giornali non osino criticare il Papa, come dice Emma, è vero, l'ho denunciato con più di una lettera. Ma non so chi preferire tra un giornale che non critica il Papa, il Manifesto degli insulti ("pastore tedesco"), o i ragionamenti confusi e contraddittori di un Furio Colombo. Purtroppo i laici veri se ne sono andati con la Destra Storica.

Mitico, grandissimo Giuseppe, condivido lettera per lettera quanto dici anche perchè penso che di signori che prima lavoravano stipendiati lautamente dalla Fiat, come era, mi pare, il Sig. Furio Colombo, e che ora, "improvvisamente", fanno tanto i laici e sinistrosi, ne abbiamo letteralmente le tasche piene, e sono gentile!

Daniele

Ve la ricordate la schifosissima manifestazione dei Comunisti Italiani di un anno e mezzo fa, con alcuni di quegli sciagurati travestiti da kamikaze islamici?
Questo è un esempio classico di laicofascismo: i militanti del partito di Diliberto, quando si parla della Chiesa cattolica, si fanno "paladini della laicità dello Stato" e frequentemente (scusate: sempre) scadono in intolleranza e insulti in chiaro stile fascista. Quando non menano le mani direttamente.
Invece, quando si tratta di altre religioni, addirittura ne appoggiano l'integralismo, accampando scuse a cui solo loro credono ("la sofferenza del terzo mondo"...).
E inoltre, chi sta combattendo Ahmadinejad? Manco uno di questi laici! Anzi, sono numerosi i suoi sostenitori nella sinistra rossa!
Tutto nel più totale e colpevole silenzio di Emma Bonino, che perde tempo con il Papa... ma si sa, la Chiesa di oggi, pur avendo grandi difficoltà a uscire dal Medioevo, non ti taglia la gola come fanno gli integralisti islamici...
Rispettiamo le priorità senza perdere tempo in questioni secondarie!!!

Va bene il coniare un nuovo termine e assegnargli un significato.
Nel mio intervento di ormai qualche giorno fa ti chiedevo anche se condividevi le osservazioni fatte da Emma. E ti ripropongo la domanda visto che è rimasta inevasa.
Poi puoi andare a cercare "laicofascisti" nelle manifestazioni di Diliberto... fossero solo quelli gli aspetti che mi/ci (posso usarlo?) smarcano da Diliberto significherebbe che tutto sommato non ci sarebbero veramente più i comunisti.
A parte i motti che proponi sulla falsariga del "libera Chiesa in libero Stato" che condivido, come si fa a parlare di religioni tutte uguali nel momento in cui esiste, ad esempio, il Concordato?
Poi non ho capito il tuo riferimento in chiusura sulle priorità. A cosa ti riferisci?

PS: rispetto a quanto affermi sulla questione Ahmadinejad, forse ti è sfuggito qualcosa (http://www.radicali.it/view.php?id=123396).

Parole sante, anzi santissime, caro amico D'Anzul, anche perchè trovo decisamente troppo comodo, e facile, prendersela solo con la Chiesa cattolica e con Papa Ratzinger mentre, al contrario, sarebbe un atto di grande coraggio andare ad attaccare anche gli islamici e i talebani anche se, al contrario dei cattolici, questi qua sono "leggermente" meno tolleranti, paura? Basta solo dirlo, in nome della tanto, troppo, sbandierata trasparenza radicale che, sensazione mia, viene usata solo quando fa comodo a qualcuno e non sempre, vero Marco, vero Emma? E se avete bisogno di qualche lezione a proposito rivolgersi ad un "certo" Magdi Cristiano Allam, conoscete?

Daniele

Esatto. La laicità è l'equidistanza dello Stato da TUTTE le religioni. E gli integralismi religiosi vanno combattuti TUTTI, possibilmente a cominciare dal più pericoloso.
Chi sfoga il suo astio contro la Chiesa mascherandolo con la lotta per la laicità non è laico.

PER LO STATO LAICO
AL DI SOPRA DELLE PARTI
NEL RISPETTO DI TUTTI

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