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Veltroni come Donadoni. Pd pericolosamente allo sbando

Data: 
Martedì, 10 June, 2008
Testo: 

Veltroni come Donadoni. Pd pericolosamente allo sbando

Roma, 10 giu (Velino) - Difesa immobile, "a presepe"; centrocampo sovrastato dagli avversari; attacco evanescente: è l'Italia di Donadoni, ma sembra il Pd di Veltroni.

Prima della gara, toni ispirati e obiettivi ambiziosissimi: per l'Italia, la convinzione di essere i superfavoriti del torneo; per il Pd, il mantra autoelogiativo della "straordinaria rimonta". Durante il match, i toni consolatori dei telecronisti Rai "embedded", così simili agli inviati sul pullman veltroniano. Nel dopopartita, un Donadoni irritante (è già leggenda la frase "avete voi sbagliato la formazione", rivolta ai giornalisti), che ciascuno può paragonare agli uomini del Pd che si avvicendano nei pastoni dei tg.

Fuor di scherzo, un sistema bipartitico equilibrato è una delicata architettura di "checks and balances", di pesi e contrappesi. È fondamentale che all'azione del Governo si giustapponga una opposizione solida, autorevole, qualificata, a sua volta pronta a ricandidarsi al Governo, la volta successiva.

Il Pd sembra molto lontano da questa situazione. Lacerazioni interne, con un fiorire di fondazioni che assomigliano ad agguerrite correnti; l'appuntamento delle Europee come pericolosa resa dei conti; l'assalto dipietrista, ora incautamente favorito dal fatto che lo stesso Veltroni insegue l'ex Pm sul terreno giustizialista; l'inaffidabilità del nuovo partito sia per i laici che per i cattolici, mentre Berlusconi ha compiuto il miracolo di fare una campagna elettorale molto laica, rassicurando però – al tempo stesso – le gerarchie vaticane.

Il Pdl deve "salvare" il Pd e anche il "soldato Veltroni", se possibile. Ma occorre che al Loft si impegnino almeno un poco.

Autore: 
DANIELE CAPEZZONE
Fonte: 
IL VELINO
Stampa e regime: 
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Commenti

A mio modo di vedere, ciò che manca al PD è un po' di senso della realtà dei suoi capi (e quindi dei suoi elettori). All'interno del nuovo partito, di gente che sa cosa significhi guadagnarsi il pane lavorando ce n'è ben poca: abbondano i figli di papà dal curriculum immacolato (Veltroni, D'Alema, Rutelli, eccetera), i figli del partito (tutti i DS), i raccomandati, i pubblici dipendenti, i pensionati dell'Italia sprecona del dopoboom, gli studenti e i docenti che pensano che tutti debbano laurearsi e trovare un lavoro adeguato senza studiare seriamente. Chi si rompe la schiena magari rischiando la pelle si identifica più con Berlusconi o con Bossi. Quando questo mucchio di esseri inutili si sarà diradato, facendo magari posto a qualche buon imprenditore dell'Emilia Romagna, il PD avrà fatto il salto di qualità.

Perchè sono il posto di lavoro e il bilancio familiare che interessano agli italiani. Il discorso sulla laicità o meno verrà quando il futuro sarà più sicuro.