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Del Turco. Leggere e rileggere pagina 317 dell’ordinanza del Gip...

Testo: 

Roma, 17 lug (Velino) - “Le indagini non hanno sin qui evidenziato situazioni atte a riscontrare incassi diretti di denaro contante in conseguenza delle dazioni effettuate da Angelini. Ma tale circostanza non è assolutamente idonea a inficiare l’ipotesi accusatoria. Apparendo evidente come la prova della destinazione delle somme di persone operanti nel settore istituzionale non è agevole, potendo esse contare su rapporti personali che certamente consentono la gestione del denaro anche per interposta persona”.

Queste parole non sono uno scherzo o una crudele parodia escogitata dal Velino. Sono invece un passaggio (pag. 317) dell’ordinanza sul caso Del Turco firmata dalla gip Michela Di Fine.

Insomma, la sintesi sembra essere questa: non ci sono le prove perché è difficile rintracciarle. E in ogni caso poco male: l’accusa può tranquillamente andare avanti perché il denaro si può gestire in tanti modi. Morale: sbattiamo in galera il reprobo, e poi si vede.

Non sono tra coloro che usano e abusano della formula ipocrita “abbiamo fiducia nella magistratura”. Anzi, di fiducia ne ho pochina, in generale. Ancora meno, dopo aver letto questo passaggio.

Quando, in tempi più seri e sereni, giuristi e osservatori internazionali vorranno meglio capire cosa sia successo in Italia negli ultimi 20 anni nel rapporto tra giustizia e politica, non occorreranno molti sforzi. Basterà far leggere a tutti questa famigerata pagina 317.

Nell’attesa, sarebbe interessante capire se i loquacissimi membri del Csm e gli altrettanto loquaci militanti dell’Anm non abbiano per caso qualcosa da dire in proposito.

Data: 
Giovedì, 17 July, 2008
Autore: 
Daniele Capezzone
Fonte: 
IL VELINO
Stampa e regime: 
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