You are here

Intervista a Benedetto Della Vedova - E’ l’occasione per dimostrare di essere europei

Data: 
Martedì, 9 September, 2008
Testo: 

Quando c’è da parlare di temi che concernono i diritti civili e in genere la laicità dello stato, l’onorevole Benedetto Della Vedova è indubbiamente la persona più adatta all’interno del Partito delle libertà. Così “L’Opinione” ha pensato a lui per un parere sul progetto di legge sbandierato ai giornali dai ministri Renato Brunetta e Gianfranco Rotondi, per creare quelli che forse passeranno alla storia come “i Dico di destra”.

Onorevole Della Vedova, come giudica la proposta di legge di Brunetta e Rotondi sulle coppie di fatto eterosessuali e omosessuali?
Saluto con favore la cosa e do il mio preventivo e pieno appoggio e sostegno a un’iniziativa che affronti e prenda di petto il problema delle unioni civili in particolare quelle delle coppie omosessuali. E’ un grande segnale di sensibilità politica che proprio dal centro destra venga un’iniziativa che in Italia siamo costretti a definire “coraggiosa” ma che in Europa verrebbe giudicata pragmatica e doverosa.

Approvare una legge sulle coppie di fatto non sarebbe un bello schiaffo morale al centro sinistra che ne ha sempre parlato ma non ha mai trovato il coraggio di farla?
Chi se ne importa degli schiaffi morali, io ho partecipato sempre ai gay pride e ho sempre auspicato che dal centro destra venisse una sorpresa che smentisse gli stereotipi sul presunto essere reazionari e bigotti dei politici della Pdl. Il centro destra ha l’occasione di dimostrare di essere europeo e pragmatico e attento a quello che succede nella società nonché consapevole della pluralità di sollecitazioni provenienti dal suo elettorato“.

Non trova un po’ ipocrita la formuletta ”non è nel programma del governo ma il Parlamento può metterci mano“?
Non è ipocrita. E’ uno stato di fatto. Io criticavo i Dico perché il metodo del disegno di legge governativo è la maniera migliore di affossare il progetto. Nel programma del Pdl questa cosa non c’è: è vero. Ma è anche un bene. Perché questo tema deve sottrarsi alla dialettica quotidiana di maggioranza - opposizione, riguardando i diritti civili della gente. Le coppie di fatto, anche omosessuali, nella società già esistono: non è la legge a inventarle. Mi sembrerebbe strano che in un Paese dove si legifera su tutto, proprio questo enorme settore della società civile rimanesse senza copertura normativa”.

Perché il Pdl ha così paura di urtare la suscettibilità dei cattolici sui temi etici? E’ giusto che la gente pensi al centro destra come al partito del Papa?
Io credo che noi non dobbiamo nè possiamo essere il partito di Ratzinger. Non fosse altro perché i nostri elettori, come dimostrato da tutte le indagini e i sondaggi, si distribuiscono nelle varie categorie del pensiero. Il centro destra per fortuna è essenzialmente berlusconiano e lo dice uno che in lui ci ha creduto anche quando gli altri ne prendevano le distanze. E il suo imprinting è quello del partito moderno e del programma, non quello dell’identità morale e religiosa.

Trattare i cattolici come se fossero bambini con la paura di dir loro la verità o di ferirli, non è come mancare loro di rispetto quasi fossero degli handicappati della politica?
Da una parte c’è anche questo. Poi la posizione della Chiesa non coincide necessariamente con quella dei cattolici che votano. Legare il Pdl a questa visione confessionale e identitaria dei cosiddetti valori equivale a metter al centro destra una camicia di forza troppo stretta. Questa confusione è il tarlo della politica italiana. Io non mi scandalizzo con l’interventismo delle alte gerarchie cattoliche. Io da radicale non ho mai parlato di “intervento a gamba tesa” quando esternava Ruini. Penso che il protagonismo della Chiesa sia un dato di laicità della democrazia italiana, semplicemente gioca le proprie carte e si sottopone alle critiche. E in questo ero sempre stato in polemica con i radicali quando ne facevo parte. Il problema non è la Chiesa ma la risposta che la politica da. Per quel che riguarda il Pdl la questione è mantenere questo partito laico. Berlusconi diceva anarchico, io preferirei definirlo “liberale”. Guardando a quel che succede nel partito popolare europeo. Dove le posizioni sui temi etici sono ben diverse da quelle del centro destra italiano. Ad esempio Rajoy in Spagna durante l’ultima campagna elettorale aveva detto che per lui la legge di Zapatero sui matrimoni omosessuali andava bene così come era. Bastava cambiargli nome. Per non parlare del futuro ministro degli esteri della Merkel, in caso che vinca le elezioni tedesche, il quale è un gay dichiarato. Diciamo che il Pdl dovrebbe essere più europeo sui diritti civili.

Esiste uno spazio per i laici, i liberisti e i libertari all’interno del Pdl?
Sono sicuro di sì, e la proposta di Brunetta e di Rotondi ne è un po’ la contro prova. Ora mi auguro che si vada avanti senza tentennamenti.“

Si potrà parlare un giorno anche di testamento biologico e perché no di eutanasia?
Ritengo di sì, perché è un altro grande tema di interesse della società civile. personalmente sottoscriverei il testo di legge che lo scorso parlamento aveva approntato.

Autore: 
Dimitri Buffa
Fonte: 
LOPINIONE
Stampa e regime: 
Condividi/salva