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Nel Pd-day Cacciari all'attacco: «Lascio la scena ai demagoghi»

Data: 
Sabato, 25 October, 2008
Testo: 

Il primo cittadino: «Lascio la scena ai demaoghi. Veltroni e Berlusconi»
A Roma la manifestazione dei democratici. L'affondo del sindaco di Venezia: «Non me ne frega niente»

ROMA - Il giorno del Pd day è arrivato. Walter Veltroni alla prova della piazza annuncia che la manifestazione sarà «quella di un'opposizione serena che non divide il Paese, di un'opposizione sempre più forte e netta, ma che ha come obiettivo quello di servire l'Italia e di essere di aiuto al Paese». E il numero due del Pd Dario Franceschini, mentre accoglie alla stazione di Roma Ostiense i treni speciali organizzati dal Pd per i militanti che partecipano alla manifestazione «Salva l'Italia» spiega che «Berlusconi deve rassegnarsi: in democrazia c'è l'opposizione e oggi vedrà che è forte». Intanto però il segretario dei democratici deve fare i conti con le critiche della maggioranza e con le perplessità espresse anche da alcuni dei suoi. Chi non usa mezzi termini nel palesare i propri dubbi è Massimo Cacciari, uno dei grandi assenti al Circo Massimo. «Cerco di portare a termine il mio mandato e lasciare la scena ai demagoghi, a coloro che hanno la vocazione a guidare il popolo: ai Veltroni e ai Berlusconi, a destra e sinistra» è stato l'affondo del sindaco di Venezia intervenuto ad Omnibus in onda su La7. «Della manifestazione non me ne frega niente. Non mi preoccupa - ha aggiunto Cacciari - la manifestazione, ma che il governo ombra non abbia prodotto assolutamente nulla».

«AVREI PREFERITO PROPOSTE CONCRETE» - «Mi augurerei - ha proseguito il primo cittadino di Venezia - che il Pd mi dicesse come si intende organizzare e cosa dice su scuola, crisi finanziaria e Alitalia. Mi sembra un`invenzione strana organizzare una manifestazione di protesta con cinque mesi di anticipo. Avrei preferito - conclude l’esponente del Pd - che il Pd avesse elaborato delle proposte concrete sul federalismo fiscale, non lasciando lo spazio allo spot di Lega Nord e Berlusconi, e su questo disastro della scuola».

RIFONDAZIONE E NUOVE ALLEANZE - Cacciari ha anche parlato, apostrofandolo come un «suicidio» dell'ipotesi di una nuova alleazna tra il Pd e Rifondazione. «Il Pd si suiciderebbe se riallacciasse un'alleanza con Rifondazione come quella del governo Prodi, contraddirebbe totalmente le ragioni storiche della sua nascita» ha detto il sindaco di Venezia. «Di Pietro - ha aggiunto Cacciari - è una riserva che proviene da Tangentopoli, dalla crisi degli anni '90, è una rendita di posizione pura e semplice».

Autore: 
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Fonte: 
CORRIERE.IT
Stampa e regime: 
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Commenti

dimostra di essere una delle menti più lucide dell'area PD. E' proprio la mancanza assoluta di concretezza il problema che impedisce a tale partito di decollare. Finchè Veltroni continuerà a credere di essere Obama, Berlusconi potrà governare con tranquillità.

Perfettamente d''accordo con te, caro Giuseppe, aggiungendo che Cacciari, mente politica lucidissima essendo tra l'altro uno dei padri fondatori del PD, alla fine del mandato da sindaco di Venezia lascerà la politica attiva anche per evitare di vedere come un progetto valido come quello del PD si riduca con l'essere la cassa di risonanza di gente, Di Pietro&C., che cozza duramente con la semplice idea di costruire un qualcosa di concreto sperando che i radicali, prima del disastro imminente, lascino la nave destinata ormai inevitabilmente ad affondare, lo faranno? Ne dubito fortemente....

Daniele