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Quel pacifismo visceralmente antiamericano

Data: 
Martedì, 8 April, 2003
Testo: 

Dopo aver visto le manifestazioni con il servizio navetta per i pacifisti assicurato dalla Questura di Pordenone e le bandiere arcobaleno appese nelle sedi di molti municipi, ora dobbiamo assistere anche alle ispezioni dei parlamentari comunisti e verdi alle basi Nato.
Cosa hanno fatto costoro per impedire che Saddam Hussein assassinasse 500mila iracheni negli ultimi 10 anni? Ciò che i pacifisti, dai cattolici ai No - global, non sanno o non vogliono far sapere, è che Saddam, come ogni dittatore, è prima di tutto un problema per il suo popolo.
Cosa rispondere a questi parlamentari, divenuti i difensori del regime iracheno, i sostenitori che l'aggressore è Bush e la vittima Saddam?
Siamo arrivati al punto di ascoltare la tesi di Pietro Ingrao, icona della sinistra massimalista, che afferma: "Mi auguro ardentemente che il popolo iracheno resista all'aggressore con tutte le sue forze, se è possibile fino all'ultimo minuto".
Noi Radicali, che stiamo dalla parte delle democrazie, ci opponiamo ai pacifisti che apertamente dichiarano di preferire oggi un lungo e sanguinoso conflitto, che confermi il potere di Saddam, e riproponiamo invece il nostro progetto che porti a una rapida conclusione favorevole all'obiettivo: "Iraq libero, democratico, disarmato".
La proposta di Marco Pannella, per la quale lottiamo (lottare è cosa ben diversa che "avere una posizione"), sostenuti in 165 Paesi e, in Italia, dalla maggioranza assoluta dei parlamentari eletti alla Camera, al Senato, al Parlamento europeo, è sempre più attuale e vede coincidere l'obiettivo della pace con quello della democrazia, della libertà, del popolo iracheno, delle donne e degli uomini d'Iraq. Invitiamo i cittadini a sostenerlo accedendo al sito internet www.radicalparty.org.

Stefano Santarossa
segretario Radicali friulani

Autore: 
Fonte: 
IL GAZZETTINO - Lettere
Stampa e regime: 
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