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Berlusconi chiama Blair, Pannella invece l´opposizione

Data: 
Martedì, 8 April, 2003
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Berlusconi chiama Blair, Pannella invece l'opposizione: «Siamo ancora in tempo per ottenere l'esilio di Saddam»

Roma
NOSTRA REDAZIONE
Mentre il presidente del Consiglio, Berlusconi, parla al telefono con il premier britannico Blair, immediatamente prima che questi incontro Bush a Belfast, Marco Pannella insiste, instancabile, con la proposta di intraprendere tutte le azioni necessarie per ottenere che Saddam Hussein vada in esilio.
«Siamo ancora in tempo per dare concretezza al nostro obiettivo, se la Farnesina ci ascolta», assicura Pannella, che torna a chiedere al governo italiano di compiere con urgenza i passi necessari perché venga portata in sede europea, entro poche ore, la proposta «Iraq libero», per l'esilio di Saddam e l'instaurazione di una amministrazione Onu a Baghdad.
«Noi - specifica - non abbiamo né una posizione pacifista né una posizione guerrafondaia. Abbiamo un obiettivo di lotta, che conduciamo coerentemente, e che, ne siamo certi, può essere reso possibile. Se le forze dell'opposizione, se molti cittadini, usando i loro mezzi e la loro fantasia ci aiutano, abbiamo la possibilità di rilanciare la nostra proposta», assicura, aggiungendo: «Se il governo italiano si fosse trovato davanti a delle opposizioni forti, che lo avessero richiamato a compiere gli atti che spettano al governo, forse avrebbe potuto fare qualcosa di più». A questo punto, oltretutto, «un Saddam ricercato e introvabile sarebbe una cosa rischiosissima».
La proposta del leader radicale trova l'appoggio deciso di Bordon (Margherita), a parere del quale «sarebbe decisamente il caso che il governo Berlusconi, finalmente, si attivasse sul nocciolo del ragionamento di Pannella, che vede concorde la maggior parte delle cancellerie europee: il ruolo da protagonista dell'Onu nel dopoguerra e l'avvio di un processo realmente democratico in Iraq». Sempre nella Margherita, Giovanni Bianchi afferma: «Che Blair e Bush si incontrino a Belfast per parlare della pacificazione dell'Iraq suona quanto meno emblematico: Belfast e tutto l'Ulster sono infatti il simbolo di una situazione non pacificata. La speranza - aggiunge - è che, spronato da questa storica vicenda britannica, Blair possa trovare in terra d'Irlanda la forza per convincere Bush della follia di una gestione unicamente statunitense del post-Saddam in Iraq».
Berlusconi, intanto, a chi gli domanda quale quale ruolo potrebbe avere l'Onu nella ricostruzione dell'Iraq, risponde che «adesso la preoccupazione è quella di chiudere positivamente l'operazione militare».
C.G.

Autore: 
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IL GAZZETTINO
Stampa e regime: 
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