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LA MANIFESTAZIONE PRO ISRAELE «Bolzonello doveva vietare la piazza»

Data: 
Domenica, 18 January, 2009
Testo: 

Contestato Puiatti: «Mi fa paura una Pordenone cristiana. Temo tutti i fondamentalismi»

Bortolotti contesta il sindaco per la preghiera islamica recitata in centro

Agrusti: la gente si è ripresa la città. «Inquietanti» gli slogan in arabo Ciriani: rappresento la Provincia, è in gioco il nostro modello di vita
Ci fosse stato l’applausometro avrebbero probabilmente vinto Enzo Bortolotti della Lega nord (che ha attaccato il sindaco di Pordenone), Manlio Contento di An e, a sorpresa in una platea pressoché tutta votata al Pdl, Alessandro Maran del Partito democratico. La convention di chiusura della manifestazione “pro Israele”, all’auditorium della Regione, ha visto tutti concordi nel volere la pace in Medio Oriente e nel voler esportare la manifestazione nelle strade di tutto il Paese.
«Centrodestra e centrosinistra dicono le stesse cose su un fatto non certo marginale – ha esordito l’organizzatore, Michelangelo Agrusti –. E’ stata una vera manifestazione di pace per uno Stato, Israele, circondato da milioni di persone che ne desiderano l’annientamento». La gente «si è ripresa la città dopo aver visto e sentito parole inquientanti pronunciate in arabo. Chi viene in questo Paese, invece, deve rispettarne la Costituzione, le leggi, le tradizioni e i valori». Poi l’affondo, che ha raccolto un’ovazione: «Non abbiamo deciso di abdicare ai nostri valori e ai nostri ideali». Subito dopo Alessandro Ciriani, presidente della Provincia: «Partecipo come rappresentante della Provincia perché la manifestazione ha principi e ideali trasversali e condivisi. La gente non si lasci sommergere da uno sparuto gruppo che fa dell’odio una bandiera. In gioco c’è il diritto di difendere il nostro modello di vita e i nostri principi». E’ la volta del deputato Pdl, Isidoro Gottardo: «Siamo un popolo che ha combattuto per la democrazia. I bambini uccisi sono le prime vittime di chi non ha alcun timore di perseguire gli obiettivi di terrorismo e destabilizzazione».
«Israele – a ruota il capogruppo del Pd alla commissione Esteri della Camera, Alessandro Maran – può contare sul sostegno dell’opinione pubblica europea e non solo su quello dell’esercito», ma «confondere il popolo palestinese con Hamas è una vergogna e una menzogna». Ha poi criticato la linea di pensiero che «ad Hamas concede tutto» mentre la Palestina rischia una «sanguinaria dittatura». Il collega Flavio Pertoldi: «Grazie a Pordenone per aver espresso una dimostrazione di civiltà: l’Italia si riprenda quel ruolo di diplomazia che l’ha sempre caratterizzata per la pace».
Duro il segretario provinciale della Lega nord, Enzo Bortolotti: «Pordenone s’è svegliata. Ma sono incazzato per la vergogna vista sabato scorso. E’ iniziato il tentativo di impossessarsi delle nostre piazze». E poi s’è chiesto: «Dov’è il sindaco che non ha vietato di occupare piazza XX Settembre per una preghiera che non era autorizzata? Altro che stare a casa, se non li blocchiamo, occuperanno una piazza dopo l’altra». E chiude con lo slogan che fa il pieno di applausi: «Pordenone cristiana, mai musulmana».
Il segretario provinciale dell’Udc: «L’Italia non è quella di Annozero. Non vorremmo rievocare gli slogan del rapimento di Aldo Moro: “Né con lo Stato né con le Brigate rosse”». Brusii in sala, invece, quando ha parlato Mario Puiatti: «Siamo qui con storie e culture diverse. Auspico che Pordenone sia una città laica dove ognuno possa professare la fede che vuole. Mi fa paura una Pordenone cristiana, mi fanno paura gli integralismi». Da qui la contestazione della platea. Ha chiuso Manlio Contento: «La nostra debolezza – ha spiegato – è dovuta al fatto che rispettiamo tutti, ma non siamo ricambiati». Le democrazie «si devono difendere e oggi l’Occidente non può sedersi a un tavolo con i terroristi. La solidarietà a Israele è la solidarietà alla democrazia. Gli italiani cominciano a fare sentire la loro voce, da Pordenone parte un messaggio che va replicato, contro il terrorismo, contro il fondamentalismo. Tanti fanno parte della maggioranza silenziosa – ha concluso – mentre quattro gatti bruciano bandiere di Israele».

Autore: 
ENRI LISETTO
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Pordenone
Stampa e regime: 
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Commenti

Sì, si è visto finalmente che c'è una Pordenone e un'Italia che non sono disposti a vendere la libertà agli integralisti. A mio parere Bolzonello e molti altri sindaci dovrebbero stare un po' attenti alle manifestazioni che organizzano.