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Lega e Di Pietro raddoppiano, cede il Pd

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Nordest: simulazione del politologo Feltrin per le Europee assegna al Carroccio da 2 a 3 seggi, i Democratici ne perderebbero 2

Con una leggera crescita di Pdl e Udc. Le continue liti all’interno di entrambi gli schieramenti, preoccupano i leader. Berlusconi lo ha confessato pubblicamente: «Bisticciare ci ha fatto perdere il 5-6 per cento». Dato prontamente registrato da un sondaggio di "Repubblica.it" che segna una diminuzione della fiducia degli italiani nei confronti del governo. Anche dell’opposizione soffre, e Veltroni non può certo dormire sonni tranquilli. Ad avvalorare la tendenza negativa del Pd, c’é anche un fresco sondaggio Ipsos che attesta il Pdl al 38%, la Lega nei pressi dell’11%, Pd al 25, Di Pietro al 9, Udc al 6. Valori confermati, con leggere variazioni, da una simulazione del politologo veneto Paolo Feltrin che ha elaborato i sondaggi nazionali pubblicati dal sito della Presidenza del Consiglio, basandosi sul risultato delle ultime elezioni politiche con una lente di ingrandimento sulla circoscrizione del Nordest (comprende le regioni Trentitno, Emilia Romagna, Veneto e Friuli).

LA LEGGE ELETTORALE - Si sono spenti i tentativi di riforma. Dunque, la legge per le europee mantiene un assetto perfettamente proporzionale, senza alcun premio di maggioranza, senza neppure soglie di sbarramento.

SEGGI - A seguito dell’allargamento della Ue, rispetto alle consultazioni del 2004 l’Italia dovrebbe perdere almeno cinque seggi, passando da 78 a 73. «Nulla è ancora definito - commenta Feltrin - Attualmente vige il Trattato di Nizza secondo il quale all’Italia spetterebbero 72 posti. Però, se verrà ratificato il Trattato di Lisbona ed entrerà in vigore prima del voto di giugno, allora al nostro Paese spetterà un seggio in più, dunque per un totale di 73 seggi».

LA PREMESSA - Feltrin non vuole sbilanciarsi, anche perché «per ora ci si deve basare solo sulle simulazioni sulle quali poi ragionare». Manca ancora un elemento base: il numero dei partiti che si presenteranno alle elezioni. Quindi, il dato fondamentale delle intenzioni di voto sono i risultati delle politiche 2008 e quelli delle europee 2004.

IL PD - Alle politiche 2008, prima esperienza dopo la fusione Ds-Margherita, si attestò al 33,2%, con un 31,1 alle europee 2004. L’ipotesi sulle intenzioni di voto per la prossima tornata continentale, lo porterebbe al 25% con conseguente perdita di seggi, da 24 a 19. Nonostante la scomparsa in Parlamento del blocco della sinistra radicale, il "cartello" può ancora contare di un’intenzione di consensi di poco oltre il 5% che garantirebbe 4 seggi contro i 9 delle europee 2004. La parte del leone la farebbe Di Pietro, che passerebbe dal 2,1% di cinque anni fa al 9,5% (sempre come intenzione di voto), dopo aver incassato il 4,4% alle politiche. Un patrimonio che garantitebbe all’ex pm di Mani Pulite un potenziale di 7 eurodeputati (nel 2004 ne portò a casa 2).
In totale, nelle intenzioni di voto, l’area di centrosinistra (dunque compresi, se si presenteranno, Partito Socialista, Udeur, Svp) potrebbe raggiungere il 42,6% a livello nazionale.

IL PDL - È in tenuta rispetto alle politiche; in crescita a confronto delle precedenti europee. Le ipotesi sulle intenzioni di voto attestano l’accoppiata Fi-An al 38,2% nazionale (nel 2004 Fi al 20,9 e An all’11,5%) contro il 37,4% delle scorse politiche. In termini di seggi, la coalizione guadagnerebbe un seggio rispetto ai 27 calcolati in base al risultato delle politiche del maggio scorso, ma ben tre scranni in più della somma di Fi-An (16 e 9) nel 2004 avvicinandosi ai 31 posti delle europee 1999.

L’UDC - Il partito di Casini non pare essere penalizzato dai distinguo nei confronti di Berlusconi. Le ipotesi sulle intenzioni degli elettori per il prossimo giugno, consegnano ai centristi il 6%, rispetto al 5,6 del 2008, al 5,9% del 2004 e al 2,6 delle europee 1999. Quanto a eurodeputati, l’Udc è accreditato di 5 seggi, stesso valore delle ultime europee.

LA LEGA - Bossi può essere soddisfatto. Il Carroccio è dato in forte crescita. Dopo l’exploit alle politiche (in Veneto ha raddoppiato i consensi, conquistando il 28%) il movimento compare in alcuni sondaggi in Toscana dove, dato storico, potrebbe ottenere un seggio. In generale la Lega raddoppierebbe i seggi, da 4 del 2004 e da 6 nel 2008, a 8 come ipotesi di intenzioni di voto. Quanto ai consensi, il Carroccio è accreditato di un 10,9% contro il 5% delle europee 2004, e l’8,3 delle politiche 2008.

IL NORDEST - Le simulazioni di Paolo Feltrin non si discostano dal trend nazionale. Non potendo elaborare percentuali di voti per la mancanza di sondaggi specifici, le intenzioni sulle ipotesi di voti si limitano ai seggi predendo come base i risultati delle elezioni politiche del 2008. Il Pd si attesterebbe su 4 seggi, contro i 6 del 2004 (allora si presentarono insieme Ulivo e Radicali). Di Pietro otterrebbe un seggio (cinque anni fa non era presente). La Svp è accreditata di un eurodeputato. In totale al centrosinistra del Nordest andrebbero 6 seggi.

Dall’altro fronte, il Pdl potrebbe portare a casa 4 seggi. La Lega passerebbe 2, raddoppiando la sua presenza a Strasburgo rispetto al 2004. Ma poiché il Carroccio è segnalato in costante crescita, non è escluso che possa raggiungere quota 3, rosicchiando uno scranno proprio al Pdl nel caso il "patrimonio" italiano di eurodeputati fosse di 73 come previsto dal Trattato di Lisbona. Il che porterebbe ad un clamoroso pareggio. Infine, l’Udc che confermerebbe un eurodeputato nordestino.

Al di là delle elaborazioni, restano le difficoltà dei partiti contenitore (Pdl e Pd) costantemente martellati da alleati che non perdono occasione per legittimare la propria specificità: la Lega per il Pdl, Di Pietro per il Pd. Sembrano essere loro gli aghi della bilancia.

Data: 
Martedì, 20 January, 2009
Autore: 
Giorgio Gasco
Fonte: 
IL GAZZETTINO
Stampa e regime: 
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