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Il sogno di Emma potrebbe realizzarsi

Data: 
Lunedì, 18 January, 2010
Testo: 

Avevo deciso. per la Polverini, anche per punirli e perché il personaggio non mi dispiaceva, ma ora, non c`è dubbio: voterò Emma Bonino!». Una frase che mi son sentito ripetere da più di un mio amico o amica di sinistra in questi ultimi giorni. Credo corrisponda a uno stato d`animo diffuso. Naturalmente non sono un sondaggista, non ho strumenti di controllo, le riflessioni che mi vengono
fanno parte di un altro patrimonio di esperienze. Aggiungo che oggi mi permetto anche di sognare-attitudine che in genere aborro quando penso alla politica - ma questa volta no: «I have a dream»,
per dirla con una celebre frase. Poi mi freno: «Tutto per la Bonino? Andiamoci piano, ma anche riflettiamo, non tiriamoci indietro, chiusi in uno scetticismo ormai stratificato». Insomma, penso che l`iniziativa di Emma di scendere in campo possa alimentare una trascinante ventata d`aria fresca che non si respirava da tempo nelle maleodoranti cucine della politica italiana. Una novità vera in un panorama che sembrava per la sinistra ormai spoglio di speranze.
Prima di tutto per riaffermarsi a Roma e conservare il Lazio, ma anche come esperimento sul campo di un diverso modo di far politica. Con effetti magari paradossali. Ilprimo-almeno
così mi sembra-è che questa militante in servizio permanente dei diritti civili, senza alcun trascorso nei gruppi grandi e piccoli della sinistra storica, potrebbe aver innescato col suo gesto una specie di precipitazione chimica, quasi i Pd, orfani di una identità sempre più pallida, avvertissero l`improvviso e rinnovato scorrere nelle loro vene di pulsioni vitali, valori, senso di autoidentificazione che ormai vivevano solo come nostalgia di un passato dismesso. In primis possono ritrovare la politica come passione alta, per un buon governo e non per gli inciuci della casta; e, poi, la possibilità di recuperare una concezione decente dell`appartenenza, sull`esempio di una donna che, pur avendo speso la vita in cento battaglie civili, ricoprendo incarichi importanti in Italia e nel mondo, non si è lasciata mai neppure sfiorare dalla patologia partitocratica. Poi c`è un altro apporto decisivo ed insperato. Quasi quel che non poteva più scaturire dall`interno del Pd, gli venga ora ridato da fuori. Parlo della laicità, un oggetto smarrito ormai per la sinistra. Eppure, un bene senza il qualela sinistra non può esser tale. Perduto per strada perché si è accettato di confondere «libera Chiesa in libero Stato», in un contesto succube delle prescrizioni imperative della Curia, fatte proprie dalla costellazione di formazioni politiche più o meno cattoliche alla ricerca di una legittimazione vaticana. Una cupidigia di mercato politico che ha contraddistinto tutti, da Rutelli ai teo-dem, da Casini a Giovanardi, fino agli allegri compari delle escort. Così che ne sono usciti mortificati non solo i laici ma i cattolici seri, che ieri si chiamavano Scoppola o Elia, ed oggi si chiamano Marini, Fioroni, Prodí e tanti altri. Perché, come ricorda la Bonino, le battaglie per il divorzio e la difficile libertà di aborto non sarebbero mai state vinte, senza l`appoggio di milioni di cattolici credenti, donne ed uomini. Detto questo resta la difficoltà dell`assunto, la scommessa di un sogno. Che per realizzarsi ha bisogno assoluto di due soggetti: Emma ma altresì il Pd e le restanti sinistre. Emma oggi ha tre attivisti volontari e neppure un soldo nelle casse radicali. Dunque, può tentare di vincere solo se il Pd fa propria e vive come propria la sfida, senza prevaricarla mai, senza sovrapporvisì con le sue beghe, le sue pretese, i suoi personalismi efferati. Prima di tutto convincendo i conduttori tv «amici», i Santoro e i Floris, che nelle loro 14 trasmissioni da dicembre ad oggi hanno avuto Di Pietro come l`esponente politico più presente, che è giunto il momento di un altro volto e dar spazio ad na invitata che non hanno mai chiamato.

Autore: 
Mario Pirani
Fonte: 
La Repubblica
Stampa e regime: 
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