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Grazie, Italo!

Testo: 

Sappiamo quante volte Italo Corai ha “sgridato” noi di Arcigay e anche di questo vogliamo subito ringraziarlo, perchè quelle critiche sono state stimolo per crescere e migliorare.
Sono qui oggi per portare l’ultimo commosso saluto di Arcigay "Nuovi Passi" Udine e Pordenone e diArcilesbica Udine ad un grande uomo al quale dobbiamo moltissimo. E credo di poter parlare a nome di TUTTA la comunità LGBT del Friuli Venezia Giulia, indipendentemente dalle sigle nelle quali ciascuno si riconosce o meno, certo che tutti condividano con noi il dolore per questa perdita.
Parlo anche a nome di Paolo Patanè, Presidente Nazionale di Arcigay, che mi ha pregato di porgere l’ultimo saluto al caro Italo e manda il suo messaggio di cordoglio e vicinanza alla famiglia e agli amici qui riuniti. Con non poco orgoglio - e quel pizzico di enfasi d'obbligo in certe occasioni - lo scorso anno Arcigay "Nuovi Passi" Udine e Pordenone festeggiava i sui 20 anni. Mi sembava una meta importante, specialmente per chi a 40 anni come me, ricorda bene quanto difficile fosse essere gay 20 anni fa in Friuli... Poi, incontro Italo Corai e questi 20 anni mi fanno sentire un ragazzino goffo e inesperto…
Nel 1990, noi nascevamo a stento, ancora in quelle catacombe culturali nelle quali si muovevano i primi coraggiosi e giovanissimi militanti udinesi, mentre Italo, e Angelo e tanti altri dell'esperienza "rivoluzionaria" del FUORI!, avevano già scritto 20 anni della nostra storia di liberazione, preparando il terreno per la nostra generazione che, lo ammetto, non è stata sempre all’altezza del loro impegno e del loro coraggio. Parlo della NOSTRA storia di liberazione - non me ne vogliano gli eterosessuali presenti - NOSTRA di quel "popolo" LGBT che ancora oggi chiede un futuro di diritti, spesso senza però conoscere il passato di battaglie di un movimento che, in Italia, ancora stenta a sentirsi unito nella lotta di rivendicazione. Noi omosessuali nasciamo in famiglie eterosessuali, dunque estranei ed avversati anche (e soprattutto) a casa nostra, dobbiamo costruirci un'identità, anche "storica", completamente da soli. Ecco, Italo è una pagina di questa nostra storia. Lui l'ha scritta col suo coraggio e lui ce l'ha raccontata: un uomo che ha fatto della sua testimonianza puntuale e coerente, uno strumento di lotta e rivendicazione in anni davvero difficili, nei quali la visibilità di un omosessuale costava davvero rischio e fatica. Anni in cui ti massacravano di botte, ti uccidevano di notte in qualche giardino e, se qualcosa trapelava sui giornali, era spesso per sottintendere che, in fondo, “brutto frocio”, te l’eri andata a cercare... Era l’Italia dell’omicidio Pasolini ed è in questa atmosfera di paura e indifferenza che matura il coming out di Italo.

Solo pochi giorni fa, al telefono, mi aveva raccontato quanto d’aiuto gli fosse stata la vicinanza del suo compagno di battaglie Mario Puiatti in questo importante passo della sua vita e la cosa mi aveva commosso. Lui Professore, lui fondatore di uno dei primi nuclei del FUORI! proprio qui nella nostra città. In un’Italia che, ancora non moltissimi anni fa e per bocca dell’attuale Presidente della Camera - fortunatamente oggi pentito, o almeno pare - dichiarava che un omosessuale non avrebbe dovuto fare l’insegnante. Eppure Italo lavorava a testa alta circondato dal rispetto di tutti. Primo omosessuale a dichiararsi pubblicamente a Pordenone, dovrebbe oggi essere d’esempio ai tanti, troppi omosessuali che ancora non escono allo scoperto, facendo così mancare il proprio contributo al cambiamento civile della società italiana. Quella di Italo è una vita spesa per i diritti civili di TUTTI. Certo non si può circoscrivere la figura di Corai, radicale battagliero, alla sola dimensione “omosessuale”. Ma da essa NON si può prescindere. E, ne sono certo, lui non vorrebbe. La sua battaglia affonda le radici in quel doloroso ma creativo osservatorio privilegiato che so essere stato per lui, come per me, la nostra condizione di omosessuali in questa società. Come Arcigay “Nuovi Passi” ci consola che, proprio nel festeggiare quel nostro anniversario lo scorso anno, abbiamo regalato un sussulto di gioia a Italo: i nostri manifesti regionali per la Campagna Contro l’Omofobia, con quel bacio omosessuale, pubblico, dolcissimo e LIBERO, segno di una finalmente raggiunta maturità del nostro movimento, alla quale, con il suo esempio, anche Corai ha certamente contribuito. Tante, troppe e inopportune le polemiche su quell’immagine d’amore manifesto, che rappresentò per Italo una sana e rigeneratrice boccata "d'aria fresca". Li volle quei manifesti, me li chiese alla recente conferenza udinese "L'omofobia degli onesti" alla quale partecipò restando colpito per la grande presenza di persone:"Mai visti tanti froci tutti insieme in Friuli!" mi disse con quell'espressione del viso che sono certo stiate tutti immaginando mentre parlo... E mi chiamò per organizzare a Pordenone la presentazione del libro dell'amico Angelo Pezzana, solo un paio di settimane fa... È in questa occasione che ho potuto conoscerlo meglio e volergli subito bene. Il suo entusiasmo era contagioso e ci siamo dati da fare tutti, con Mauro Piva, con Mario Puiatti, affinchè l’evento avesse successo. 100 persone in sala ed Italo, quasi indisciplinato per l’entusiasmo, che continuava a parlarmi all’orecchio durante tutta la conferenza, proprio per l’urgenza di commentare quell’inatteso risultato che lo rendeva felice!
Ci mancherà Italo, che andandosene lascia un grande vuoto ma, soprattutto, una grande responsabilità: quella di saper essere all’altezza del suo impegno e del suo coraggio. Nessun uomo dovrebbe andarsene senza aver visto avverarsi il sogno per cui ha dedicato una vita… Italo ha fatto molto per questo Paese che tradisce spesso i suoi figli migliori.
Ma noi oggi, umilmente, raccogliamo la sua eredità e, nel ringraziarlo commossi, diciamo “Stai tranquillo, Italo, continuiamo noi…”

Autore: 
Giacomo Deperu - Vicepresidente Arcigay “Nuovi Passi” Udine e Pordenone
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