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PEDROTTI RIFLETTA SU AMNISTIA E GIUSTIZIA ASCOLTANDO LE RAGIONI DEI RADICALI

Testo: 

E' trascorso un anno dall'elezione del Sindaco di Pordenone Claudio Pedrotti. Ciò che non è cambiata è la situazione del carcere di Pordenone e della giustizia nel nostro Paese, con i politici locali a vario livello impegnati, con incredibile faccia tosta, a promettere denari e finanziamenti per la costruzione del nuovo carcere quando invece è un dato certo che questa struttura non si costruirà nè ora e nè fra dieci anni.
Come ogni anno, da almeno dieci anni, visitando anche la casa circondariale di Pordenone abbiamo denunciato lo stato di illegalità in cui vivono detenuti e personale della polizia penitenziaria con gravi situazioni di invivibilità dovute a sovraffollamento e carenze strutturali.
Ieri, il Sindaco Claudio Pedrotti, con leggerezza e non conoscenza della situazione, si è detto contrario ad atti di clemenza affermando che «pensare di risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri con un indulto equivale a sperare di curare la tubercolosi con l’aspirina».
Invito il Sindaco a visitare il carcere, parlare con i detenuti e con il personale della polizia penitenziaria, prima di liquidare il problema con una battuta e gli ricordo come il suo predecessore Sergio Bolzonello chiese all'unità sanitaria locale di chiudere la struttura per la grave situzione di invivibilità presente nel carcere cittadino.
Ricordo inoltre al sindaco di Pordenone che in queste ore Pannella è impegnato sul problema della giustizia e delle carceri in una lotta nonviolenta, con il satyagraha, una lotta difficile, silenziata, ostentamente ignorata anche se guadagna e registra importanti, straordinarie adesioni e manifestazioni di “amicizia” e sostegno.
Ma non è solo Pannella a essere censurato nelle sue iniziative e istanze; è ormai l’intera comunità penitenziaria, con anche i detenuti del carcere di Pordenone che hanno aderito a più riprese all'iniziativa nonviolenta dei radicali. Sono censurati loro e le ragioni della loro lotta.
Pannella e i radicali chiedono l'unica riforma di struttura che farebbe uscire l'Italia dalla messa sotto accusa trentennale della giurisdizione europea, che si chiama "amnistia". Non si tratta semplicemente di prevedere misure di clemenza, ma anche in realtà di un passaggio strumentale per arrivare a quella riforma di struttura inevitabile, pressoché immediata, della realtà della giustizia e delle carceri.
Liquidare come ha fatto il Sindaco Pedrotti la proposta di amnistia con una battuta è segno di voler far finta di non vedere qual è lo stato di flagranza di reato dello Stato italiano incapace di rispettare i temi dei processi, di costringere i detenuti in celle e spazi ridottissimi e nello stesso tempo di con consentire al cittadino di ottenere giustizia vista la lunghezza dei processi e la pratica diffusa della prescrizione, quale amnistia di classe che premia solo coloro che riescono a pagarsi i migliori avvocati e lasciano invece marcire detenuti ancora in attesa di giudizio definitivo in galera.
Chiedo al Sindaco di accettare il confronto su questo tema magari invitando Marco Pannella nella nostra città affinchè sia ristabilito quel dibattito sulla giustizia e amnistia negato ai cittadini dagli organi di informazione.

Autore: 
STEFANO SANTAROSSA - Presidente di radicali friulani
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