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Sul carcere da SEL, IDV, API e PONTE risposte imbarazzanti

Testo: 

Ora che la minoranza di sinistra del consiglio comunale di Pordenone (Lucia Amarilli, Loris Pasut, Alberto Rossi e Giovanni Del Ben) ha preso atto con la visita del carcere di Pordenone della condizione strutturale di tortura inferta nelle carceri, li invito ad approfondire la proposta radicale e di Marco Pannella per dare risposta a migliaia di cittadini in attesa di giustizia. Non voglio commentare la sciocchezza pronunciata dopo la visita della struttura di spostare i detenuti in altre strutture. Nessuno li ha informati che la situazione di Pordenone rispecchia ciò che accade in tutta Italia?
Ciò che mi preme sottolineare è che nessuno di loro ha nemmeno preso in considerazione l'ipotesi dell'amnistia quale riforma strutturale per rientrare nella legalita'. E’ davvero questo il livello di disinformazione e superficialità dei politici locali?
Ribadiamo la nostra richiesta di interrompere con l’amnistia la condizione di flagranza criminale. La situazione attuale della mancanza di giustizia, a partire dalla negazione del diritto ad ottenere giustizia in tempi ragionevoli per arrivare alla condizione strutturale di tortura inferta nelle carceri, colloca lo Stato italiano al di fuori della Costituzione, del diritto comunitario e internazionale.
Non sorprende che al regime dominato dalla disinformazione si siano affasciati anche gli esponenti Sinistra e libertà, IDC ed il Ponte, che non hanno nemmeno preso in considerazione la proposta e le ragioni dei trentamila tra donne e uomini, detenuti e detenute, personale amministrativo, polizia penitenziaria, direttori e dirigenze delle carceri, che hanno partecipato alla quattro giorni di lotta nonviolenta dal 18 al 21 luglio scorso.

Autore: 
STEFANO SANTAROSSA
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