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Indennità dei politici, difesa bipartisan

Data: 
Lunedì, 24 September, 2012
Testo: 

Il presidente del Consiglio Franz: «Siamo attenti e abbiamo introdotto tagli. Altre Regioni aumentano i rimborsi»

UDINE Non ci stanno. Il Friuli Venezia Giulia non spreca denaro pubblico. Ma anzi, paradossalmente, è la trasparenza a danneggiare l’immagine. Perché se è vero che le indennità dei consiglieri regionali del Fvg sono tra le più alte, è altrettanto vero che nella quasi totalità delle altre Regioni vengono erogati rimborsi spese che raddoppiano la busta paga. E tutto, ovviamente, esentasse. «Il nostro presidente della Regione ha un’indennità di oltre 7 mila euro e un rimborso spese di 735, il suo collega della Lombardia ha uno stipendio di quasi 6 mila euro e rimborsi per 5.800. Andiamo avanti?», esordisce il capogruppo del Pdl Daniele Galasso. Andiamo avanti. In Piemonte lo stipendio del governatore Cota è di 5.800 euro al quale si aggiungono rimborsi per 6.100; in Veneto Zaia ha uno stipendio di 5.600 euro e altri 5.800 di rimborsi. E il presidente della rossa Emilia Romagna a fine mese porta a casa quasi 5.500 euro più 2.300 di rimborsi. Per arrivare poi alla Calabria (al presidente 9.800 euro e 3.500 di rimborsi) e alla Sardegna (13 mila euro e 5 mila per rimborsi). «In Friuli Venezia Giulia – spiega ancora Galasso – abbiamo ridotto le indennità quest’anno e pure l’anno scorso e nella precedente legislatura il Consiglio regionale ha votato il blocco dell’aggiornamento delle indennità. Questo è il nodo della questione. Le nostre sono alla luce del sole, altrove invece sembrano più basse. Poi con i rimborsi spese che noi ci sogniamo i consiglieri regionali raggiungono cifre da capogiro che non vanno a finire nella dichiarazione dei redditi». E anche in questo caso Galasso tira fuori alcuni numeri. Tenendo conto dell’indennità e dei rimborsi spese (che variano a seconda della circoscrizione nella quale sono stati eletti) in media un consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia porta a casa ogni mese una cifra che oscilla tra i 5.562 euro e gli 8.239 (senza tener conto degli ultimi tagli approvati qualche mese fa dall’assemblea regionale). In Umbria le cifre variano tra i 6.100 e i 6.600, in Toscana tra i 5.548 euro e i 7.737, in Liguria tra i 6.684 e gli 8.639, in Veneto tra gli 8.400 e i 10 mila e 300. E poi ancora il Molise con buste paga che vanno da 9.700 a 10.255 euro, la Puglia con una paga media di 10 mila 500 euro; quasi mille euro in più per i colleghi della Sardegna e cifre analoghe anche per gli eletti in Campania. Per questo il presidente del Consiglio regionale, il leghista Maurizio Franz, non vuol sentir parlare di un’Assemblea spendacciona. «Siamo attenti e guardinghi, abbiamo ridotto le indennità due volte in questa legislatura e complessivamente siamo nella media. Poi c’è l’aspetto dei rimborsi spese. In questo caso noi siamo molto attenti, e non lo so se altrove possono dire la stessa cosa», afferma. «In alcune Regioni ci sono numerose commissioni, che ovviamente prevedono indennità e benefit aggiuntivi per coloro che ne fanno parte – continua Franz –. Da noi ci sono sei commissioni alle quali va aggiunta quella per la Legislazione e il controllo. E basta. Abbiamo costituito la commissione speciale per approfondire il tema della riforma delle Province ma è tutto a titolo gratuito. Meno commissioni significa meno indennità aggiuntive e meno rimborsi esagerati esenti ovviamente da ogni tipo di tassazione. Poi ci sono i consiglieri, come noi della Lega Nord, che ogni mese versano al partito una parte dello stipendio. Non siamo una Regione che sperpera, i cittadini ne possono stare certi». E pure il capogruppo del Misto Roberto Asquini sottolinea: «È strutturalmente dimostrato che siamo morigerati, onesti e seri». La difesa è bipartisan. Il democratico Gianfranco Moretton mette l’accento sui tagli alle indennità fatti negli ultimi anni. «Certo che si può sempre fare di più, ma nessuno può far finta di non vedere quello che abbiamo fatto. In altre Regioni scoppiano scandali e annunciano tagli. Per ora, ripeto, li annunciano, poi si vedrà. Noi li abbiamo fatti», puntualizza il capogruppo del Pd. «Se si fa un unico conto si ottiene un dato, ma se si separano indennità e rimborsi è ben diverso», è il parere di Alessandro Corazza dell’Idv. In tema di costi della politica, il dipietrista annuncia che da tempo sta lavorando a una proposta di legge. «Abbiamo l’impressione che nessuno voglia ridurre il numero dei consiglieri regionali. Quindi per tagliare i costi faremo la nostra proposta che prevede di dimezzare le indennità per gli eletti e rimborsi spesa legati all’effettiva presenza in Regione del consigliere e non più forfettizzati. E così vedremo chi concretamente vuole ridurre i costi della politica», conclude Corazza.

Autore: 
Paolo Mosanghini
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Regione
Stampa e regime: 
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