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Alessandro Gilleri (Libertà e autonomia). Nati come risposta ai ricatti della Lega

Testo: 

Alessandro Gilleri, 44 anni, due figli, funzionario del Teatro Verdi, «socialista da sempre», prima dell'attuale incarico di segretario regionale del Nuovo Psi è stato vicesegretario regionale dello Sdi. Assieme a Guido Tuveri, espressione dell'ambiente medico, a Trieste Gilleri è un esponente di spicco della lista «Libertà e autonomia per il Friuli Venezia Giulia» che vede come candidato presidente il forzista «sospeso» Ferruccio Saro.
Quali le regioni che l'hanno spinta ad aderire alla lista creata da Saro?
E' una lista di ispirazione socialista, ma anche liberale, autonomista, radicale e cattolica. Una lista nata come reazione ai ricatti rivolti alla Casa delle libertà dalla Lega Nord, che dopo aver predicato la secessione ha deciso, appunto dopo i pesanti ricatti di Bossi, di volere la presidenza della Regione. La Lega ha disatteso il patto di coesione nella Casa delle libertà. La nostra battaglia è dunque contro chi cerca di prevaricare le peculiarità del terriorio e l'autonomia della regione.
Parliamo del vostro programma.
Innanzitutto l'autonomia per Trieste, che dia alla città le necessarie risorse attraverso gli strumenti previsti dalla riforma dello statuto regionale che verrà varata nella prossima legislatura. La proposta di area metropolitana è infatti inadeguata, mentre quella della provincia autonoma è semplicemente utopistica, un refrain elettorale.
Altri punti che portate all'attenzione degli elettori?
Il porto è un elemento fondamentale per Trieste, che dev'essere al servizio di tutta la città e non di pochi. In questi giorni emerge lo sfascio dell'attuale gestione, per cui diventa prioritario creare un sistema portuale fra gli scali dell'Alto Adriatico e sviluppare i traffici con l'Estremo Oriente, con particolare riguardo alla Cina. In tema di sanità, poniamo attenzione agli investimenti per le strutture destinate agli anziani e a tutti i non autosufficienti, con riguardo anche al supporto alle famiglie di queste persone. A Trieste si devono poi difendere e potenziare certe strutture che sono il fiore all'occhiello della nostra sanità.
Come vi ponete verso il prossimo ingresso della Slovenia e di altri Paesi nell'Ue?
Bisogna evitare che questo allargamento dell'Unione europea crei recessione nel Friuli Venezia Giulia. Il riferimento è anche al nostro impegno ad essere di pungolo per la realizzazione di infrastrutture indispensabili. C'è infatti il rischio che il Corridoio 5 diventi una chimera irraggiungibile.
Quali obiettivi vi ponete in tema di scienza e ricerca?
Vanno reperite le risorse per attuare sinergie fra le istituzioni scientifiche di Trieste e della regione, e bisogna far decollare i rapporti fra scienza e industria.

Data: 
Sabato, 17 May, 2003
Autore: 
Fonte: 
IL PICCOLO - Trieste
Stampa e regime: 
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