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Polemica sulla pillola del giorno dopo

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Polemica sulla pillola del giorno dopo
Il primario del Cro Scarabelli: è un abortivo. Sdegnate le reazioni di Verdi e Radicali

La pillola del giorno dopo è o non è un abortivo? Secondo le dichiarazioni di Carlo Scarabelli, primario di ginecologia oncologica del Cro di Aviano, il farmaco in questione è un abortivo. L'affermazione ha innescato una polemica che non dà segni di placarsi. Di posizioni diametralmente opposte il verde Mario Pujatti e il radicale Stefano Santarossa.
Santarossa sostiene che le idee del medico del Cro sono vicine a quelle propagandate dal Movimento per la vita e dal fronte antiabortista e non vanno d'accordo con la recente sentenza del Tar del Lazio. «Le posizioni del medico - precisa il coordinatore provinciale dei radicali - contribuiscono solo a trasformare spesso in un calvario per le donne italiane la ricerca della pillola per la contraccezione d'emergenza. Come tutto il mondo scientifico sa - prosegue - la pillola del giorno dopo agisce prima che si instauri una gravidanza, non la interrompe qualora la stessa sussistesse e non ha alcun effetto sul feto. Ora, dopo questa sentenza l'obiezione di coscienza sulla pillola è chiaramente una violazione della legge». Santarossa, oltre a dare spiegazioni, lancia accuse pesantissime al primario del Cro che «fa dichiarazioni più adatte a un fondamentalista religioso che a un uomo di scienza».
Scarabelli ribatte: «Penso di non essere un fondamentalista, se affermo di fare chiarezza sul vero significato del problema. Per ciascuno di noi, poi, esiste la libertà di scelta e ciò che affermo è scientificamente dimostrato, studiando la storia dei 23 stadi evolutivi dei 56 giorni dopo la fecondazione. La legge 194 è legge di Stato e comprende un periodo che va dal giorno dell'ultimo ciclo mestruale fino al noventesimo giorno: perciò include un periodo iniziale, dove si potrebbe fare contraccezione e il periodo suddetto di 6 giorni in cui l'embrione scende nell'utero per l'annidamento che il vero evento che determina l'inizio della gravidanza: la pillola del giorno dopo agendo nel periodo dei 6 giorni è un farmaco abortivo e non contraccettivo. Ciascuno può farne l'uso che vuole ma è lecito usare un linguaggio trasparente». Per Scarabelli non conta la sentenza del Tar, in quanto «non è vero che chi grida di più ha ragione. Se non vogliamo usare la parola aborto - chiarisce Scarabelli - parliamo di eliminazione di embrioni, e quindi, di persone».
Mario Pujatti non accetta questo linguaggio. «Scarabelli è un supercattolico, fa parte di quei medici che mescolano posizioni personali con dati scientifici. E' una persona scorretta - insiste il verde - che fa del terrorismo nei confronti della pillola».
Il ginecologo del Cro ribatte alle accuse una per una, facendo una netta distinzione tra la pillola e la pillola del giorno dopo: «Una donna che non desideri una gravidanza deve essere difesa con un'appropriata contraccezione, impedendo l'ovulazione e perciò la formazione di embrione e la pillola è veramente contraccettiva. Per quanto riguarda la pillola del giorno dopo - ha precisato Scarabelli - mistificata come contraccezione di emergenza, essa è usata in un periodo particolare, dopo un rapporto a rischio di formazione di embrione, cioè in un periodo ove la donna comprende che la probabilità di restare incinta è alta e qualora fosse successo, ricorre alla pillola del giorno dopo, per impedirne l'annidamento».

Sara Carnelos

Data: 
Lunedì, 26 November, 2001
Autore: 
Fonte: 
MESSAGGERO VENETO - Pordenone
Stampa e regime: 
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